Xenofobia: chi era costei?
ottobre 19, 2009

Spero che Alessandro Manzoni mi perdoni per la citazione storpiata ma cose peggiori scuotono i miei poveri neuroni anche se pochi si ribellano alla dichiarazione Leghista (potrebbe dare adito a problematiche di integralismo) successiva alla proposta di inserimento di un’ora di Religione Islamica come materia facoltativa nelle scuole pubbliche, tenendo conto che sono “pubbliche” anche perché rispecchiano la nostra società, che non ha usi e costumi cristallizzati come alcuni pensano.
Ciò che scrivo adesso non rispecchia lo scopo per cui esiste questo blog ma voglio inserirlo comunque. Citerò un brevissimo racconto di fantascienza di Frederich Brown intitolato “Sentinella”, una breve riflessione critica sulla nostra realtà e sulle nostre problematiche ideologiche e sociali.
Proviamo a riflettere su cosa siano le diversità e cambiare ogni tanto il punto di vista. Si può essere diversi in tutto: nella provenienza, negli usi e costumi, nell’aspetto fisico, nelle idee…ma siano davvero sicuri che le diversità siano negative?
Buona lettura.
LA SENTINELLA
“Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo ed era lontano cinquantamila anni-luce da casa.
Un sole gelido dava una gelida luce azzurra e la gravità, doppia di quella cui era abituato, faceva di ogni movimento un’agonia di fatica.
Ma decine di migliaia d’anni quest’angolo di guerra non era cambiato. Era comodo per quelli dell’aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro super armi; ma quando si arrivava al dunque, toccava ancora al soldato di terra, lla fanteria, prendere la posizione e tenerla,col sangue, palmo a palmo.
Come questo sfottuto pianeta di una stella mai sentita nominare finchè non ce lo avevano sbarcato. E adesso era suolo sacro perché c’era arrivato anche il nemico. Il nemico, l’unica altra razza intelligente della Galassia… crudeli, schifosi, ripugnanti mostri.
Il primo contatto era avvenuto vicino al centro della Galassia, dopo la lenta e difficile colonizzazione di qualche migliaio di pianeti; ed era stata la guerra, subito; quelli avevano cominciato a sparare senza nemmeno tentare un accordo, una soluzione pacifica.
E adesso, pianeta per pianeta, bisognava combattere, coi denti e con le unghie.
Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame freddo, e il giorno era livido e spazzato da un vento violento che gli faceva male agli occhi. Ma i nemici tentavano d’infiltrarsi e ogni avamposto era vitale.
Stava all’erta, il fucile pronto. Lontano cinquantamila anni-luce dalla patria, a combatteresu un mondo straniero e a chiedersi se ce l’avrebbe mai fatta a riportare a casa la pelle.
E allora vide uno di loro strisciare verso di lui. Prese la mira e prese fuoco. Il nemico emise quel verso strano, agghiacciante, che tutti loro facevano, poi non si mosse più.
Il verso e la vista del cadavere lo fecero rabbrividire. Molti, col passare del tempo, s’erano abituati, non ci facevano più caso; ma lui no. Erano creature troppo schifose, con solo due braccia e due gambe, quella pelle d’un bianco nauseante, e senza squame.”
ottobre 20, 2009 at 5:23 pm
Me lo ricordo questo racconto,l’avevo letto tanto tempo fa.
Ora, la questione è la seguente. La lega è partito xenofobo per costituzione, contrario all’integrazione etnica sul suolo di quell’ente geo-politico che chiamano Padania e che esiste non nella storia, non nella geografia, non nella cultura ma unicamente nelle teste dei fanatici e politicanti col fazzoletto verde. Va da sè che l’inserimento di un’ora (facoltativa) di religione islamica nelle scuole pubbliche appaia ai loro occhi come, probabilmente, un’incitamento al fondamentalismo islamico fin dall’età infantile. Il loro sdegno non nasce certamente dal fatto che la proposta sia di tipo divisorio piuttosto che unificante (cristiani di quà, musulmani di là), cosa che invece meriterebbe una riflessione.
Dunque, è una proposta discutibile, nel senso stretto del termine, e cioè che andrebbe discussa.
Dal mio punto di vista, laico e costituzionalista, premesso che la scuola pubblica italiana ha mille altri ben più urgenti problemi da risolvere, appare chiaro che l’ora di religione andrebbe abolita come principio dell’integrazione. Dunque in toto, anche quella cattolica. Questo probabilmente si che favorirebbe l’integrazione: un’ora in più per i ragazzini cittadini italiani, di qualsivoglia etnia, per stare insieme anzichè vivere, anche a scuola, divisi.
La religione divide, la cultura unisce.
Perciò la scuola, che ha la funzione inderogabile di “formare” e di educare in tutti i sensi gli esseri umani, non può, a mio avviso, prescindere dal laicismo.
Ridicolo perciò è pensare di risolvere i problemi dell’integrazione moltiplicando i simboli religiosi nelle aule scolastiche, anzichè abolirli da tale contesto pubblico. [Non credo, a tal proposito, che insegnanti e allievi musulmani sarebbero felici di fare un'ora di religione islamica con un crocifisso appeso al muro.]
ottobre 20, 2009 at 5:38 pm
…e se invece di “ora di religione” la chiamassimo “ora di RELIGIONI”? Non sarebbe meglio? Forse sarebbe un occasione di conoscerci tutti un pò meglio.
Marco Tucci